DEFINIZIONI

Il termine Ricerca Psichica è la traduzione dell’espressione inglese Psychical Research adottata ufficialmente nel 1882 dai ricercatori  della neo-fondata Society for Psycchical Research (SPR) di Londra per indicare i  fenomeni paranormali. Non è però l’unico a definire tale campo di studio.

Alla fine del 1800 il medico tedesco M. Dessoir  creò il termine Parapsicologia, che venne usato soprattutto nei Paesi di lingua tedesca.

Nel 1905 il ricercatore francese Charles Richet indicò con il termine Metapsichica lo studio di tutti i fenomeni psichici e fisici che sembravano dovuti a inlligenze ignote o a fattori intelligenti latenti nell’inconscio umano. Il termine fu usato in Francia e in Italia.

Al Congresso Internazionale di Parapsicologia di Utrecht del 1953 il termine Parapsicologia fu riconosciuto e adottato da tutti i partecipanti, e da allora sempre utilizzato.

Attualmente si riscontra un ritorno al termne originario Ricerca psichica. Poiché la parapsicologia in senso stretto si occupa, sia in indagini quantitative (esperimenti di laboratorio) che qualitative (studio della fenomenologia spontanea) dei tre fenomeni psi-cognitici telepatia, chiaroveggenza e precognizione e della psicocinesi (azione della mente sulla materia)molti oggi preferiscono utilizzare di nuovo il termine Ricerca psichica che risulta di più vasta portata e abbraccia, oltre ai fenomeni suddetti, anche medianità, spiritismo, psicofonia, esperienze in punto di morte (NDE), esperienze fuori dal corpo (OBE), fenomenologia mistica, miracolistica, pranoterapia, tradizioni terapeutiche, rabdomanzia, ipnotismo, analisi dei sogni, esoterismo, studio dei fenomeni che suggeriscono l’idea di reincarnazione e altro ancora.

Di tutta questa vasta materia si occupa la rivista Luce e Ombra, organo della Fondazione-Biblioteca Bozzano De Boni.

BREVE STORIA DELLA RICERCA PSICHICA

La vita dell’uomo è sempre stata accompagnata da esperienze che sono state avvertite come insolite; intuizioni, sogni veridici, apparizioni, capacità profetica, contatti con i trapassati, seconda vista, guarigioni miracolose, sono fenomeni antichi come il mondo di cui l’uomo ha accettato in tutti i tempi il mistero e l’enigmaticità.

Nelle comunità primitive il ricorso ai poteri magici era uso comune: lo confermano ancora oggi le descrizioni di missionari vissuti presso popoli rimasti primitivi in quanto privi di contatto con la civiltà moderna. Lo sciamano, la cui tradizione esiste fin dai primordi della storia, è insieme guaritore e capo religioso della sua gente ed è in grado di mettersi in uno stato straordinario di coscienza che gli consente di prendere contatto col mondo spirituale da cui viene la guarigione.

In Grecia, a Roma, e ancora nel Medioevo e nel Rinascimento divinazione, profezia, sogni veridici erano fenomeni accettati da tutti; l’Illuminismo cercò di accantonare questi lati occulti della natura umana senza però riuscire a far dimenticare ciò che da millenni apparteneva all’uomo.

Nel mondo antico troviamo documentato questo interesse nelle opere di personaggi di grande spessore. Eraclito si occupò dell’interpretazione del sogni, Socrate e Platone accettarono l’influsso dell’aldilà su questo mondo. Aristotele si occupò di divinazione e Plutarco descrisse la trance, gli stati estatici e la capacità di vedere il futuro. A Plinio il Giovane dobbiamo la prima descrizione completa e dettagliata di un caso di infestazione. Cicerone nel De divinatione trattò il problema della chiaroveggenza nel futuro.

Tra i Padri della Chiesa, Tertulliano riconobbe l’esistenza dei sogni chiaroveggenti e profetici, e Agostino nelle sue opere ammise che l’anima possiede capacità chiaroveggenti e parlò di visioni, fantasmi e case infestate.

Procedendo nei secoli e arrivando all’Umanesimo, troviamo Giovanni Battista La Porta che si occupò di magia naturale, alchimia, astrologia e fenomeni paranormali in genere. E il monaco Tommaso Campanella parlò di divinazione e magia e distinse quella divina da quella diabolica e da quella naturale.

Ma per arrivare a una classificazione dei fenomeni che oggi chiamiamo paranormali dobbiamo arrivare all’Illuminismo e all’opera del cardinale Prospero Lambertini, che fu poi papa Beledetto XIV, che nella sua opera De servorum Dei beatificatione et beatorum canonizatione (1729) descrisse la vasta fenomenologia straordinaria osservata presso mistici e santi nei processi di canonizzazione ed espresse punti di vista ritenuti ancora oggi validi.

Andando ancora avanti nel tempo, troviamo il grande filosofo Immanuel Kant che nel suo libro Sogni di un visionario (1766) descrisse le visioni del mistico e scienziato svedese Emanuel Swedenborg, praticamente suo contemporaneo, sul quale aveva avuto modo di documentarsi ampiamente.

Il Romanticismo dedicò molta attenzione ai fenomeni occulti e alla mistica: valgano per tutti gli esempi del medico e poeta Justinus Kerner, che per anni studiò la famosa “veggente di Prèvost”, e del poeta Clemens Brentano, che raccolse la biografia e le visioni della monaca stigmatizzata tedesca Anna Katharina Emmerick.

Non va inoltre dimenticato che i più importanti filosofi dell’epoca, da Fichte a Schelling a Schopenhauer, si occuparono di fenomeni paranormali e ne discussro nelle loro opere.

La ricerca sistematica nel campo della fenomenologia paranormale iniziò tuttavia soltanto alla metà dell’Ottocento, prendendo le mosse dagli Stati Uniti. Uno studio serio e approfondito non poteva infatti essere più rimandato: da sempre circolavano voci di apparizioni, di fantasmi, di case infestate, di “voci” misteriose, di contatti con i trapassati resi possibili dai “medium”; e da sempre la gente faceva esperienza spontanea di sogni premotori e fenomeni telepatici e chiaroveggenti.

Negli Stati Uniti nel 1848 destò enorme scalpore un fatto che divenne il motivo scatenante dell’interesse generale per la fenomenologia paranormale: esso avvenne nella cittadina di Hydesville (NY) e in seguito ad esso, grazie alla medianità di due adolescenti, le sorelle Margaret e Kate Fox, fu scoperto un delitto rimasto fino ad allora impunito. Furono le sorelle Fox a inventare il sistema dei colpi per parlare con le entità. Era nato lo spiritismo, che si diffuse a macchia d’olio prima negli Stati Uniti e poi in Europa, coinvolgendo un numero crescente di persone interessate a dialogare con l’aldilà. I medium si moltiplicarono e tavoli ruotanti, trance medianica e fenomeni spiritici divennero l’argomento del giorno.

Nella seconda dell’Ottocento il fenomeno assunse proporzioni tali da non poter più passare inosservato: i grandi medium, i loro strabilianti fenomeni nonché altri eventi psichici cominciarono ad essere studiati da uomini di scienza e si arrivò così alla creazione di Società e Istituti di Ricerca, prima fra tutti nel 1882 la Society for Psychical Research (SPR) di Londra (1882), seguita due anni più tardi dalla consorella American Society for Psychical Research (1884), dall’Istituto Metapsichico di Parigi (1919) e via via da altre istituzioni praticamente in tutte le nazioni.

La SPR di Londra ha affrontato su basi scientifiche lo studio di fenomeni medianici e psichici e ha annoverato tra i suoi aderenti e sostenitori personaggi di primissimo piano, medici, fisici, psicologi, scrittori, addirittura premi Nobel; lo stesso vale per le altre Società sopramenzionate. Per molto tempo lo studio della medianità, che parla a favore della possibilità del contatto con i trapassati e quindi del proseguimento della vita dopo la morte, ha praticamente monopolizzato l’interesse e la ricerca, grazie anche alla presenza e alla disponibilità di grandi medium: basti citare fra i tanti l’inglese Daniel Douglas Home e la nostra Eusapia Palladino.

Da segnalare, in parallelo allo sviluppo della ricerca psichica, la creazione da parte della nobildonna russa H. P. Blavatsky, della Teosofia (1875). Madame Blavatsly aveva viaggiato molto e si era spinta anche in India e Tibet, dove aveva incontrato “Maestri di Saggezza” che le avevano ispirato i principi di base, innovativi e per l’epoca veramente avveniristici della Teosofia: fratellanza universale indipendentemente da razza, credo e sesso; studio comparato delle religioni e studio dei poteri latenti dell’uomo. In quest’ultimo principio è compresa tutta la materia di studio della ricerca psichica, che a Madame Blatsky, che era dotata di una straordinaria sensitività, stava a cuore. Il movimento teosofico ebbe uno straordinario successo e annoverò tra i suoi aderenti scienziati, nobili, persone di cultura di tutto il mondo, ed è ancora attivo e notevolmente diffuso.

A partire dagli anni Trenta/Quaranta del secolo scorso, si fa strada un cambiamento. Il panorama cambia e l’attenzione degli studiosi si rivolge sempre più ai fenomeni attribuibili unicamente all’essere umano senza altre implicazioni, cioè telepatia, chiaroveggenza, precognizione e psicocinesi, ovvero l’influsso della mente sulla materia. La medianità continua a destare interesse, tuttavia gli studiosi rivolgono lo sguardo anche altrove, a fenomeni indagabili in laboratorio, ripetibili e valutabili statisticamente.

Ciò ebbe inizio intorno agli anni Trenta alla Duke University di Durham (Carolina del Nord, USA), quando il prof. William McDougall, docente di psicologia, scelse come assistente un laureato in scienze: Joseph B. Rhine, all’epoca 33enne. Insieme i due studiosi diedero inizio a una serie di esperimenti di laboratorio sulla ESP (percezione extrasensoriale, ovvero telepatia, chiaroveggenza e precognizione, e in un secondo tempo anche psicocinesi), con cui riuscirono a dimostrare che la sensitività è presente non solo nei grandi medium, ma anche nelle persone comuni.

Per i loro esperimenti utilizzavano infatti prevalentemente gli studenti. La parapsicologia usciva dalle stanze buie delle sedute medianiche ed entrava nei laboratori universitari; oggi è materia di studio e insegnamento in alcune università, negli Stati Uniti come in Europa.

Contemporaneamente la dott.ssa Louisa Rhine, moglie di Joseph, dava inizio alla sua straordinaria raccolta di casistica spontanea: ricerca che ha avuto ampio seguito e che delinea l’altra grande corrente moderna di indagine, portata avanti da numerosi ricercatori un po’ in tutti i Paesi.

Nonostante difficoltà e opposizioni da parte di certi esponenti della scienza ufficiale, la ricerca psichica (o parapsicologica) continua ad essere portata avanti e a suscitare interesse.

Cattedre universitarie sono state create a Friburgo in Germania, a Utrecht in Olanda e a Edimburgo (Scozia), quest’ultima col lascito dello scrittore Arthur Koestler, che morendo nel 1982 lasciò tutto il suo ingente patrimonio per l’ìstituzione di una cattedra di parapsicologia in Gran Bretagna. In Italia esiste da decenni a Roma una cattedra di “Paranormologia” presso il Collegio Alfonsiano, che fa parte dell’Università del Laterano, e che a lungo è stata retta dal prof. Padre Andreas Resch, che a Innsbruck, la città dove risiede, ha creato anche un Istituto per le Zone Frontiere della Scienza.

Istituti di Ricerca esistono in molti Paesi, portati avanti – spesso con notevoli fatica per mancanza di fondi – da studiosi appassionati e generosi.

I fenomeni paranormali indicano l’esistenza di una componente umana indipendente da spazio e tempo, una coscienza in grado di interagire con la realtà circostante e – forse – anche di sopravvivere alla morte del corpo, che è invece limitato da spazio e tempo. La parapsicologia rivela quindi aspetti non materialistici della realtà e può essere considerata l’anello di congiunzione tra la nostra realtà terrena e quella spirituale, trascendente.

Resta da augurarsi che la migliore conoscenza e la possibile applicazione pratica delle capacità paranormali (tendenza, quest’ultima, che sembra improntare l’indagine parapsicologica in Russia e Cina) non siano mai separate da una consapevole coscienza etica, aliena da speculazioni e secondi fini, e possano contribuire a una più completa visione dell’uomo e del mondo.